Alcolismo che cifra Irkutsk

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Indirizzi di cliniche per trattamento di alcolizzati

Fuori, giovani ragazze vestite in abiti colorati spuntano, una ad una, come fantasmi dalla nebbia e si avvicinano caute e silenziose. Alcune appoggiano il volto sui finestrini per scrutare dentro. Il calore del loro respiro lascia degli aloni sui finestrini appannati. Poi si ritirano in attesa che i alcolismo che cifra Irkutsk, ovvero noi turisti, escano dalla vettura.

Siamo arrivati a Sapa, ci fa sapere sbrigativamente, è ora di scendere. Ci alziamo e lentamente prendiamo le nostre cose con il sonno negli occhi. Scendiamo e mentre aspettiamo in fila di ritirare i nostri zaini, le ragazze si avvicinano. Hai prenotato un tour? A tutti spetta la stessa domanda. Passiamo per stradine, percorrendo pittoreschi saliscendi di scale in cui donne delle tribù di montagna se ne stanno sedute sui gradini con i propri manufatti di artigianato locale, sperando di venderli a qualche turista.

Arriviamo infine in una casa in legno non lontano dalla piazza centrale dove una ragazza australiana mi offre una tazza di tè caldo. Si chiama Elizabeth ed è qui, in questa lontana regione al confine con la Cina, come volontaria per insegnare inglese ai bambini delle tribù di montagna.

Farà freddo, troveremo parecchio fango, dormiremo in spartane case locali e ci inerpicheremo per risaie e monti umidi con una media di 6 chilometri al giorno. Il trekking insomma, si rivelerà tosto. Partiamo in giornata attraversando un paio di villaggi animati da colorati mercati locali prima di entrare in vallate deserte. Sono vestite negli abiti locali con casacche nere dalle maniche ricamate a motivi geometrici. Strada facendo le donne si uniscono a noi fino a formare una piccola carovana.

Le silhouette delle alcolismo che cifra Irkutsk canne pendono disordinatamente con le foglie aguzze sopra il sentiero fangoso sul quale procedo con piede malfermo rischiando di scivolare ad ogni passo. Sun invece procede lesta nei suoi stivali di gomma, come se nulla fosse e mi racconta della sua famiglia. Abita in un minuscolo villaggio a un giorno di cammino dal capoluogo della provincia, dove vive con il marito e i due figli di quattro e sei anni.

Ha solo 26 anni. Per alcuni giorni la famiglia della alcolismo che cifra Irkutsk ignora dove si trovi la figlia che nel frattempo vive nella casa del futuro sposo, ma senza dormire con lui. Spetta alla donna, una volta tornata a casa, decidere se sposare il ragazzo. Ma è difficile dire di no perché il rifiuto viene interpretato come un atteggiamento di superiorità, la comunità penserà che alcolismo che cifra Irkutsk non le sta bene il primo ragazzo, farà storie anche per i successivi.

Alla famiglia del ragazzo spetterà alcolismo che cifra Irkutsk il pagamento del matrimonio. Dopodiché i coniugi vivono tre anni con la famiglia del marito e quando la ragazza rimane incinta possono costruirsi una casa vicino a quella dei genitori di lui.

Il primo giorno di cammino ci vede impegnate su ampie strade di terra chiazzate da torbide pozzanghere dalle quali ogni tanto qualche cane alcolismo che cifra Irkutsk ferma a bere.

Del paesaggio vedo ancora ben poco: sulle valli grava una coltre di nebbia che ricopre i monti. La proprietaria, Giang, è una signora gentile non molto più alta di Sun che ci prepara una quantità spropositata di cibo. Parla bene inglese, anche lei lavora per i turisti.

Il marito di Giang resta sfuggente, non si alcolismo che cifra Irkutsk al tavolo, ha da fare, dice. Il percorso si fa presto arduo. Di tanto in tanto Sun raccoglie alcune radici e frutti. Mi spiega cosa è commestibile e cosa non lo è e come mangiarli: è una profonda conoscitrice delle piante spontanee che crescono sul territorio. Arriviamo infine in un piccolo villaggio dove ci fermiamo a pranzare. Prima di arrivare nel minuscolo villaggio in cui passeremo la notte davanti a alcolismo che cifra Irkutsk si apre un paesaggio da fiaba.

Il cielo si specchia nelle risaie che tagliano le pendici delle colline, mentre le linee dolci dei monti blu sfumano in lontananza. Parlando con lei, a noi turisti viene spontaneo chiedere come faccia a camminare su questi percorsi con il bimbo sulla schiena. Le montagne sono la sua casa, conosce a menadito tutto il territorio ed è abituata a camminare molto tutti i giorni. Proprio perché servono a trasportare i pargoli, queste fasce non sono oggetti qualunque.

Nessun cattivo auspicio e il gallo è salvo. Ci incamminiamo di buon ora procedendo sui bordi di acquitrinose risaie terrazzate in cui i bufali se ne stanno placidi a ruminare. Ad ogni passo sprofondo nel pantano alcolismo che cifra Irkutsk fango giallo. Sun invece, sembra non avere alcun rallentamento, come sempre. Parla e cammina giocherellando con un filo grezzo che le macchia le dita di verde. Le donne passano gran parte del tempo a preparare i vestiti per la famiglia.

Le qualità sartoriali della donna sono fondamentali. E visto che Sun non passa le sue giornate a casa a tessere, deve sfruttare ogni singolo momento per non restare indietro nella preparazione dei vestiti. Mentre alcolismo che cifra Irkutsk districa il filo di canapa e quando la sera ci fermiamo cuce. Mettiamo a bollire le foglie e le scoliamo. Riescono le tribù di montagna a preservare il loro stile di vita e le loro tradizioni in questo contesto?

La mia guida si mostra ottimista. Tuttavia la povertà dei villaggi spingeva spesso i bambini a saltare la scuola per dedicarsi a mestieri legati al turismo. La situazione sta cambiando in meglio. Questa sua doppia natura, politica e sacra, ne legittimava il potere. I bolscevichi si inserirono alla perfezione in questa tradizione. Il monarca fu alcolismo che cifra Irkutsk dai leader comunisti e alla popolazione furono propinate nuove favole, quelle che sarebbero poi diventate le mitologie culturali sovietiche.

In alcolismo che cifra Irkutsk ottica non è affatto un caso se Lenin, una volta morto, fu fatto reliquia. Il suo corpo mummificato, neanche fosse un faraone, è ancora oggi custodito nel mausoleo a forma piramidale ai piedi delle alte mura del Cremlino, sulla Piazza Rossa di Mosca.

Lo si contempla in silenzio, nella penombra appena rischiarata dalla luce della teca in cui il corpo è custodito. Ci si cammina intorno velocemente con le guardie che incitano i pellegrini-spettatori a non soffermarsi troppo. Il mausoleo di Lenin è vero e proprio monumento in cui si va in pellegrinaggio perché se gli zar erano i vicari di Dio, i alcolismo che cifra Irkutsk supremi bolscevichi erano i vicari del comunismo. Il marxismo alla russa insomma, altro non fu che la reinterpretazione del messianismo locale.

Al fine di offrire un punto di riferimento a una società, ormai distratta dai nuovi valori della globalizzazione, il Cremlino fa oggi leva sul patriottismo. Si esaltano i fasti del grande impero tramontato tralasciando i lati meno edificanticome le deportazioni nei gulag e le file per il pane. Si ricordano i grandi leader dal pugno di ferro e le grandi conquiste, per comporre, tassello dopo tassello, un mosaico di immagini approssimative tratte da un confuso passato idealizzato.

Stalin, tanto per fare un esempio, è salito in gradimento nei sondaggi degli ultimi anni, in cui viene ricordato più per la gloria degli anni addietro che non per i crimini commessi. Oggi la sua faccia da bonario nonno baffuto la si ritrova stampata sulle calamite dei negozi di souvenir, dimostrando ancora una volta la tendenza russa a mitizzare i leader del passato. Sembra che da queste parti tutto si possa perdonare ai politici tranne il peccato mortale di non dare alla Russia la gloria di grande potenza che i suoi abitanti pensano meriti.

Da qua la bassa stima che il russo medio riserva a Gorbaciov, personaggio che nella sinistra europea gode invece di rispetto. La sua colpa fu di aver contribuito a distruggere un sistema senza essere stato in grado di crearne un altro altrettanto funzionante e glorioso. Bisognava dargli tempo, sostengono in Occidente, ma poi è successo quel che è successo e nel paese hanno finito per trionfare leader dal polso duro.

Parlando con i russi ho comunque riscontrato pareri fortemente contrastanti a riguardo. Alcuni affermano che Putin è sostenuto per lo più da persone ignoranti che abitano fuori dai grandi centri abitati e che non dispongono di altro mezzo di informazione se non la alcolismo che cifra Irkutsk.

Il sincretismo sciovinista di questa linea politica incentrata sul nazionalismo tutto sommato funziona nel tenere insieme un paese traumatizzato da una lunghissima serie di eventi storici con i quali non è affatto facile fare i conti.

Oggi è un paese alcolismo che cifra Irkutsk al libero mercato e sottomesso con incosciente entusiasmo al capitalismo galoppante. La gente, forse spinta da un suicida istinto fatalista, tende sempre più a disinteressarsi alla politica, alcolismo che cifra Irkutsk è percepita come qualcosa quasi di astratto, lontano dalle incombenze quotidiane delle persone. Nulla di nuovo, è la stessa cosa che succede anche da noi. Convinta a portare a termine la missione, entro quindi in una chiesa qualsiasi.

Le chiese ortodosse sono splendide : ampie, solitamente sgombre da panche, con pareti cariche di icone pittate in oro e i soffitti sormontati da altissime cupole da cui scendono maestosi lampadari dorati.

I volti di innumerevoli alcolismo che cifra Irkutsk mi guardano con i loro grandi occhi bizantini che mi paiono velati di una triste consapevolezza, mentre il suono solitario dei miei passi riecheggia nel silenzio. Alcune pregano davanti alle grandi icone, altre accendono delle candele. Ha gli occhi grigi e acquosi, solcati da rughe e in testa porta un velo blu con piccoli fiori rossi ricamati.

La vecchietta, che non ha molti denti in bocca, si mostra molto loquace anche se è evidente che non parlo la sua lingua. Le icone nella religione cristiano ortodossa non sono mere rappresentazioni alcolismo che cifra Irkutsk utilizzate per abbellire i luoghi sacri : non hanno un puro valore estetico né sono percepite come idolima servono da fonte di venerazione per i fedeli.

Da quel momento le sorti della battaglia si rovesciarono. Ovviamente il presunto potere magico delle icone non poté nulla di fronte alla blasfema furia devastatrice del comunismo.

Il concetto russo di potere politico è strettamente legato a quello religioso e in questo, ancora una volta le icone la fanno da protagoniste. La spedizione, benedetta dalla Chiesa, assunse i contorni di una vera e propria crociata contro gli invasori. Vodka, gioie e dolori nella storia del liquore più amato dai russi.

Il mio treno per Mosca parte alle 6 del mattino. Mi dirigo verso la stazione attraversando una Ekateriburg silenziosa alcolismo che cifra Irkutsk da una sottile nebbia che danza tra i massicci palazzi grigi ai lati della strada principale. I miei vicini di posto, Yulia e Ivan, sono una coppia di allegri turisti russi di ritorno dalle vacanze sul Baikal, che mi fanno vedere le foto del loro viaggio e si divertono a insegnarmi le parolacce in russo : ogni volta che le ripeto si sbellicano dalle risate.

Siccome io vengo da Roma si comincia brindando alla mia città. Ma loro sono di Nizhny Novgorod e si brinda a Nizhny Novgorod.

Dove sono diretta io, a Mosca? E si brinda a Mosca! Loro tornano da Irlutsk? Un brindisi a Irkutsk!

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