Come accettare lacido ambrato ad alcolismo

In Cronaca - I 12 passi per uscire dal tunnel dell'alcol

Cura di asilo idiota di alcolismo

Blues1 Uno stato di depressione o malinconia, aggravato da un senso di paura, malessere fisico e ansia spesso reso liricamente in forma di cronaca autobiografica di un disastro personale. Sugar Blues Molteplici miserie umane, fisiche e mentali, causate dal consumo di saccarosio raffinato, come accettare lacido ambrato ad alcolismo chiamato zucchero. Lo zucchero vi sta forse uccidendo?

Se siete grassi, se soffrite di emicranie, di ipoglicemie o di acne, il flagello sugar blues vi ha colpiti. Morsiani, Arcispedale S. Anna, Ferrara. Capitolo 1 Ci dobbiamo arrivare da soli Un bel giorno, tanto tempo fa, quando ero un incorreggibile consumatore di zucchero C 12 H 22fui la causa di un memorabile scontro tra Gloria Swanson e una zolletta di zucchero.

Ero stato convocato a una conferenza stampa indetta da un avvocato newyorchese nei suoi uffici sulla 5a strada. Questo incontro mi prendeva alla sprovvista. I miei colleghi giornalisti continuavano a discutere serratamente mentre si distribuivano le razioni. Pieno di stupore la fissai. Quegli occhioni blu immensi si allargarono, i suoi famosi denti bianchi come il marmo scintillarono con una specie di ferocia dietro a quel sorriso incantevole.

Come un bimbo colto con le mani sul barattolo della marmellata, lasciai cadere immediatamente la zolletta. Notai allora che non cera niente davanti a miss Swanson sul tavolo: lei non gradiva quella roba. Si era invece portata uno spuntino nella borsa un pezzo di non so che cosa, maturato sullalbero e non trattato chimicamente.

Certo, sapevano tutti delle leggende sul regime esotico di miss Swanson. Ora potrebbero mangiarmi davanti anche vetri rotti che non batterei ciglio.

Ancora una volta i suoi denti magnifici lampeggiarono. Ogni volta che allungavo la mano su di una zolletta di zucchero, rivedevo questa scena e ripensavo alla minaccia di Gloria. Mi resi conto di essere seriamente assuefatto allo zucchero. Volevo liberarmene, ma non sapevo come. Erano anni che lo assumevo tranquillamente. La nonna teneva sempre di riserva nella dispensa della sua cucina un sacco da 50 chili di buon zucchero di barbabietole del Michigan, con un generoso cucchiaione di stagno posato sopra.

Me la ricordo intenta a cospargere di zucchero crostate di mele e di ciliege, biscotti e frittelle ed a versarne dosi generose in enormi pentole ribollenti di come accettare lacido ambrato ad alcolismo e di pesche quando faceva le conserve in autunno.

Si metteva dello zucchero anche nelle salse di pomodoro e in tutti i tipi di sottaceti, dolci o agri. Al nostro ritorno da scuola la signora Moulton, nostra vicina e gran cuoca, ci propinava pane casareccio spalmato col burro, con un bello strato come accettare lacido ambrato ad alcolismo zucchero rosso di canna sopra.

La famiglia controllava in modo completo ed assoluto tutto quello che i bambini si cacciavano nello stomaco e noi avevamo ben poco a ridire: i genitori erano i nostri angeli protettori. Ciascuno di noi sapeva cosa era dizioniPDF www. Tutti e tre i negozi di alimentari avevano un reparto di leccornie ed il droghiere allangolo aveva una fontana di gassosa.

Il come accettare lacido ambrato ad alcolismo era una cosa cui si aveva diritto solo la domenica e come accettare lacido ambrato ad alcolismo si faceva in casa. Colazione, pranzo e cena si facevano a casa con la signora Moulton che controllava o non si facevano affatto. Non cera modo di aprir la ghiacciaia senza la sua vigile presenza. La gassosa, la Coca-Cola e le altre bibite gasate ci erano semplicemente sconosciute. Non fu che anni dopo, quando avevo circa otto anni, che un visitatore dal mondo esterno ci fece scoprire la decadente invenzione di un gelato galleggiante in un bicchiere di gassosa.

Zucchero filato e altre leccornie vendute ai baracconi e nei mercatini erano altrettanto verboten1 del film. Vi fanno solo male, ci veniva detto. Quando vedevamo altri ragazzi che ne mangiavano senza cadere a terra rotolandosi, in preda alle convulsioni, lo facevamo notare ai nostri genitori, ma tali prove pseudoscientifiche non valsero mai a piegarli.

Commisi i miei primi peccati durante la nostra villeggiatura al Crystal Lake. Cerano campi da golf e da tennis, barche a motore veloci, Indiani che vendevano ai turisti domenicali cestini fatti a mano, ragazze che fumavano, ragazzi che facevano il bagno a mezzanotte a dorso nudo e stazioni di servizio che vendevano bottiglie di acqua e zucchero in technicolor, perennemente gelate: 1.

Non persi mai tempo con quei gusti a me noti: fu invece il viola scuro del succo duva ad avviarmi sulla via della perdizione. Non avevo mai assaggiato nulla di simile. Ricordo di aver cominciato a sentire subito unintima e segreta fratellanza con lubriacone del posto. Rivedo la prima volta che rubai dalla borsa di mamma mentre faceva un pisolino: presi un nichelino solo. Uno per volta. Avevo limpressione di rischiare una overdose con due bottiglie, che le mie gengive potessero diventare di un color viola rivelatore, come accettare lacido ambrato ad alcolismo i miei denti potessero cominciare a disintegrarsi.

In qualche modo, sapevo qual era il limite da non superare, stavo attento a non far saltare tutto. Passammo tutte le estati al Lago di Cristallo fino a che ebbi dodici o tredici anni. A quel tempo durante linverno guadagnavo 75 dollari la settimana una fortuna incredibile, per quei tempi come pianista jazz di una radio locale. Ma non potevo certo firmare un assegno ad un venditore ambulante. Quando persi il controllo della mia mania estiva per il frizzantino duva, fui costretto a mentire, imbrogliare e rubare per pagarmi il vizio.

Faccia, collo e spalle mi si riempirono di brufoli antiestetici. Dapprima credetti di avere la lebbra e recitai diverse novene.

Forse non avevo notato i loro difetti, ma i miei non mi potevano certo sfuggire. Mi vergognavo a portare i nuovi slip da bagno alla moda, quelli senza canottiera.

La lavandaia del quartiere fremette quando vide che il farmaco si rivelava inutile. Ora so che stavo espiando i miei peccati. Se a quellepoca qualcuno fosse stato abbastanza perspicace da farmelo notare, mi avrebbe risparmiato anni di patimenti. Ma chi sapeva del mio amore segreto per lo zucchero? Chi se lo poteva immaginare?

E cosa faceva il medico di famiglia? Beh, il nostro non era esattamente il dottor Miracolo. Hudson a disposizione, in caso di urgenza. Perche il dott. Lo si diceva di altri, ma di lui mai. La gente mormorava solo: Povera signora Hudson!. Aveva il suo ufficio in una dependence dietro casa e di notte i bambini strisciavano fin sotto le sue finestre in punta di piedi come accettare lacido ambrato ad alcolismo vederlo giacere sulla sua poltrona in pelle nera, completamente suonato.

Chi poteva permetterselo, si rivolgeva a un medico di unaltra zona. Oh, costernante significato delle cose che non si sono mai verificate! Questi mise in relazione le mie carie con gli eccessi di dolci. Non avevo mai sentito un medico dire una cosa simile. Come potevo mettere in rapporto la mia pelle col mio vizio segreto?

Cominciai a notare che molti miei coetanei avevano dei brufoli simili, ma non tutti. Poi mi arrivarono delle dicerie, secondo le quali le mie cattive condizioni dovevano essere provocate dalle masturbazioni eccessive. Fu lui a sparger la voce che nellArcidiocesi di Chicago la masturbazione era solo un peccato veniale. Ma farlo nel Michigan era peccato mortale. NellIllinois2 ci si poteva fare un solitario la notte e la mattina dopo lavarsi sotto la pompa e trottare a prender la comunione.

Presi allora ad annegare i miei dispiaceri in bicchieroni di latte al malto, che scopersi al liceo. Mi davano 10 cents al giorno, 5 per corsa. Se mi portavo il pranzo dietro? Mi sembrava poco carino andare in giro con la gavetta e mi rifiutai di portare qualcosa da casa, come panini e frutta. La grande crisi del 29 era ancora vicina e la vita era dura per tutti. Poi sentii dire che lacne poteva derivare dallastinenza sessuale.

Dei miei compagni nessuno fumava; le sigarette erano troppo care, 10 cents al pacchetto, ed come accettare lacido ambrato ad alcolismo considerate vagamente poco virili. Nel frattempo, ci fumavamo cose non tassabili che crescevano dietro langolo, come barbe di mais secche, grappoli morti e senzuva e persino una roba che i Messicani chiamavano marijuana. Negli anni 20 ero ricco, anche se non avevo mai un centesimo in tasca. Ricordo di essermi sentito svenire per la fame vestito come un lord lo stomaco vuoto in un completo di flanella inglese a righine con collarino rigido duca di Kent e camicia intonata.

Presi a collaborare alla redazione del giornalino studentesco per divertirmi e fu in quelloccasione che scoprii come accettare lacido ambrato ad alcolismo i fabbricanti di tabacco praticamente sovvenzionavano il nostro foglio universitario con i loro annunci pubblicitari. Io fumavo le cicche gratis, non me ne compravo mai un pacchetto. Preferivo sempre una caramella ad una Lucky Strike. Tra le varie cose noiose da fare cera un corso di educazione fisica.

Uno doveva correre, o nuotare, o giocare a pallavolo, o tirar su pesi per un tot di ore settimanali. Ti controllavano ed osservavano, poi ti mettevano un timbro sul libretto e via. Una volta allanno cera una veloce visita medica. Il suo lavoro consisteva nellindividuare ernie latenti o il piede datleta. Durante le come accettare lacido ambrato ad alcolismo estive facevo migliaia di chilometri in autostop, vivendo dizioniPDF www. Poi, visitando come accettare lacido ambrato ad alcolismo sud, una ragazza mi introdusse alla bomba.

La servivano ai distributori automatici di gassosa con un sacco di ghiaccio tritato, vaniglia, sciroppo dolce e acqua di selz. Al come accettare lacido ambrato ad alcolismo, la si chiamava Coca Cola. Era necessario esser audaci, a quei tempi, per affrontare la vita senza un diploma, ma sentivo che unaltra guerra minacciava lorizzonte e non intravedevo altre vie che quelle che portavano o in prigione o ai campi di battaglia nelle Fiandre.

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