Conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo

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Stili di vita e prevenzione della sperimentazione B. Identificazione precoce 1. Interventi di prevenzione a tre livelli C. Prevenzione e agenzie educative 2. Campagne permanenti e criteri B. I target C. Valutazione ex-ante ed ex-post D. Mezzi di comunicazione ed influenza sociale E.

Comunicazione ai genitori 2. Ruolo della famiglia B. Ruolo della scuola C. Portali informativi governativi 2. Interventi precoci B. Cura dei propri figli C. Drug test professionale e preventivo 2. Programmi di allerta genitoriale B. Comunicazione genitoriale anonima C. Terapia famigliare 2. Controlli sui guidatori B. Segnalazioni C. Drug test e certificazione 2. Politiche generali B. Traffico illecito negli ambienti scolastici C. Stadi, discoteche e locali di intrattenimento D. Rave parties E.

Coinvolgimento delle Amministrazioni locali F. Unità operative territoriali e Sistema Nazionale di Allerta Precoce. Scheda tecnica per il rilevamento comparato degli aspetti educativi nella persona minorenne e nei suoi genitori 3. Aspetti farmacologici e clinici dei vari prodotti a base di cocaina: scheda tecnica conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo 4. I trattamenti per i disturbi correlati alla cocaina: evidenze disponibili da revisioni sistematiche e meta-analisi di studi clinici 6.

Guida alla realizzazione di programmi di formazione sulle abilità genitoriali nella prevenzione della tossicodipendenza 8. Una guida per genitori, educatori e amministratori basata sulla ricerca scientifica 9. Il counseling individuale nella dipendenza. Una guida per il trattamento individuale della dipendenza da cocaina attraverso il counseling. Le presenti linee di indirizzo sono state realizzate dal Dipartimento Politiche Antidroga e sono rivolte a tutti coloro che, a vario titolo, sono chiamati ad occuparsi della salute dei giovani e che hanno la facoltà di intervenire concretamente per prevenire il consumo di droga e tutti i danni ad esso legati.

Tale approccio si spiega con la necessità di sviluppare un impegno comune, strutturato su più fronti, che preveda la compartecipazione e la concertazione delle politiche nazionali e regionali che, in modo sinergico, possano incidere significativamente sul fenomeno.

Il documento è stato elaborato da professionisti della materia, sia in ambito sanitario che sociale che legale, e rappresenta il risultato di un confronto tra esperti che, ognuno per le proprie competenze ed in maniera integrata, sono giunti ad individuare i principali elementi che possono costituire le politiche di prevenzione sui minori.

Le proposte contenute in questo elaborato risultano essere perfettamente coerenti con i principi delle Nazioni Unite in materia di lotta alla droga. Questo Dipartimento rende disponibili le presenti linee di indirizzo come contributo tecnico-scientifico anche a tutte le Regioni e Provincie Autonome del nostro Paese, che potranno, in piena autonomia e senza alcun vincolo, utilizzare questo contenuto nella maniera ritenuta opportuna. Il consumo sembra particolarmente elevato soprattutto in Spagna, Italia e Regno Unito.

Tra i consumatori conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo il rapporto maschi e femmine è di una femmina ogni 2,5 maschi; tra i giovani consumatori, tale rapporto è di ,4. Attualmente, questo trend rimane invariato, anche se in alcuni Stati pare si stia stabilizzando.

Il problema riveste particolare importanza soprattutto se si considera la questione da un punto di vista neuropsicologico. Infatti, grazie alle moderne tecniche di ricerca e ai nuovi risultati scientifici raggiunti, oggi sappiamo che il cervello completa la sua maturità verso i 22 anni, quando la corteccia cerebrale termina lo sviluppo delle proprie connessioni interne.

Questi collegamenti costituiscono la base delle connessioni neurali del cervello adulto. Va marcata in tal senso anche una forte responsabilità dei media, in genere, che veicolano modelli dai valori fasulli ed erronei top-model cocainomani, calciatori coinvolti in festini a base di droghe, ecc.

Pertanto, è necessario considerare fin da subito che la specializzazione degli interventi preventivi, e la conseguente organizzazione dei servizi che ne potrebbe derivare, potrebbero essere un errore strategico. Una persona minorenne che usa qualunque tipo di droga necessita di un intervento educativo che non è legato al consumo conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo questa o quella sostanza.

I meccanismi di controllo volontario di assunzione o di non assunzione risentono fortemente dei modelli educativi utilizzati con la persona minorenne. Sulla qualità di queste interiorizzazioni entrano inevitabilmente in gioco i modelli educativi adottati dai genitori, o da altri adulti di riferimento, ed il livello di coerenza delle relazioni educative.

Infatti, un importante obiettivo da porsi è quello di aiutare i giovani che entrano a contatto con le droghe a scegliere di non usarle. Tra costoro, inoltre, vi potrebbe essere conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo portatore di fattori di vulnerabilità che si manifestano con aggressività, iperattività, disattenzione, deficit cognitivi, eventi stressanti.

Per questo gruppo di soggetti, oltre ad interventi di tipo supportivo, finalizzati a rafforzare i comportamenti di diniego, sarebbe opportuno attivare ulteriori trattamenti di tipo psicoeducativo. Alla luce di questo, è necessario che la pianificazione delle attività di prevenzione focalizzi la sua attenzione proprio in questi momenti.

Nelle fasi di transizione, infatti, i soggetti possono risultare maggiormente vulnerabili, con una maggior probabilità di manifestare un comportamento a rischio.

Prima si è in grado di intervenire e maggiori saranno le probabilità che il soggetto non acceda o prosegua su percorsi di rischio. Un intervento precoce sui fattori di rischio quali, ad esempio, comportamenti aggressivi, amici che fanno uso di sostanze, tolleranza sociale verso le droghe, ecc. Invece, la pratica sportiva agonistica e volumi elevati di alle. Conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo 1.

La diagnosi di uso effettivo di sostanze individua, invece, i soggetti che hanno iniziato ad usare sostanze, in particolare bevande alcoliche, nicotina e cannabis. Il ritardo di diagnosi, in questo caso, comporta la fissazione di stereotipi e di modelli comportamentali difficilmente modificabili successivamente e che alterano i rapporti fiduciari e le relazioni interne al gruppo famigliare, introducendo meccanismi di difesa quali la menzogna e il disagio nei confronti dei genitori. Il quadro istituzionale attuale richiede un ulteriore e preciso chiarimento dei ruoli e delle responsabilità dei diversi soggetti.

Attualmente, molti compiti e responsabilità tra le diverse Amministrazioni mostrano la necessità di un ulteriore e preciso conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo. Gli interventi a livello locale e territoriale, che prevedono il coinvolgimento di strutture ed operatori con impegno ed impiego di risorse, sono di competenza specifica delle Regioni e delle Province Autonome, in conseguenza della riforma del Titolo V della Costituzione conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo Repubblica Italiana.

Il problema della eterogeneità degli interventi sui vari territori regionali risulta particolarmente rilevante e spesso dipendente da impostazioni e pregiudizi ideologici più che da reali e concrete differenze di valutazione nei confronti delle politiche antidroga.

I principali fattori individuali sono: 1. I principali fattori ambientali sono: 1. Inoltre, tra i fattori dipendenti dalla sostanza si inserisce anche la disponibilità ambientale della sostanza stessa. Figura 2a - Esempi di possibili evoluzioni comportamentali in base al bilanciamento delle azioni dei fattori di rischio e dei fattori protettivi. In questo caso, si tratta di una vulnerabilità sostenuta soprattutto da fattori ambientali.

Figura 2b - Esempi di possibili evoluzioni comportamentali in base al bilanciamento delle azioni dei fattori di rischio e dei fattori protettivi. Tuttavia, spesso, se si interviene su tale disturbo lavorando sui meccanismi di auto-controllo del soggetto fattore di protezioneaumenta la possibilità che il ragazzo non assuma atteggiamenti e abitudini che possono implicare il consumo di droghe.

Sulla base di queste differenze sarà opportuno e necessario differenziare anche gli interventi che devono essere attivati nei confronti dei vari target adottando interventi di tipo selettivo. Tabella 1 - Schema indicativo dei principali fattori condizionanti e della loro possibilità di espressione G.

Serpelloni Capacità di autocontrollo efficacia della corteccia prefrontale e livello di aggressività comportamentale. Social conformity Spinta al trascendente, spiritualità, osservanza religiosa Legami famigliari di attaccamento. Controllo conversazione con studenti scolastici più giovani su prevenzione di alcolismo, supervisione genitoriale dei comportamenti dei figli e delle attività che conducono con i pari.

Non tollerante, di stigmatizzazione del comportamento di consumo non della persona che usa droghe o con dipendenza. Assente, insuccessi e non acquisizione di competenze scolastiche, uscita precoce dai circuiti scolastici Alta. Controllo e repressione del traffico e dello spaccio. Inoltre, è auspicabile uscire da logiche politiche che agevolano spesso il finanziamento di progetti ed organizzazioni con il solo scopo di ottenere un forte impatto a livello comunicativo finalizzato alla creazione di consenso elettorale, ma, piuttosto, incentivare programmi evidence based che possano determinare un effettivo impatto positivo sulla salute pubblica.

Oltre a questo, un altro aspetto da tenere in considerazione è che per la maggior parte dei programmi osservati si parla di follow up per un massimo di 12 mesi dal termine del programma. Pochi sono, invece, gli studi relativi a periodi di follow up più lunghi. Di seguito si riportano i principali aspetti di alcuni degli studi considerati.

Et al. Tuttavia, tale programma non è risultato efficace nel ridurre il numero di soggetti fumatori. La meta-analisi condotta ha evidenziato che 4 sono i principali tipi di intervento che generalmente vengono adottati quando si implementano programmi di prevenzione: motivazionale, basato sul rafforzamento delle abilità sociali e decisionali, rivolto alle famiglie e rivolto alla comunità.

Le altre tipologie di intervento, invece, non mostrano particolari differenze nei risultati rispetto ai gruppi di controllo. Conclusioni simili vengono riportate anche da Skara S. Infatti, se guardando al singolo programma sembra che tutte le azioni di prevenzione possano portare a risultati significativi, il confronto tra più programmi sembra non avvalorare tali conclusioni. Interventi di prevenzione a tre livelli Le linee di indirizzo che vengono qui presentate per la realizzazione di interventi di prevenzione, fanno riferimento ad un concetto di prevenzione che segue le definizioni generalmente accettate dalle più autorevoli organizzazioni internazionali UNODC, NIDA, WHO.

Questo concetto è fondamentale e permette di distinguere tre livelli di intervento: prevenzione universale, prevenzione selettiva e prevenzione indicata, secondo le definizioni di seguito riportate. Appoggia, favorisce e struttura interventi orientati alla promozione, al mantenimento e al recupero della salute, rivolti a tutta la popolazione.

Fattori di rischio familiare: come scarsa presenza di una figura adulta di riferimento, mancanza di supervisione e autorevolezza degli adulti o inconsistenza delle regole, tolleranza nei confronti del consumo di droghe lecite e illecite.

Fattori di rischio in contesti scolastici: istituti scolastici in cui si concentrano ragazzi con precedenti o attuali problemi di fallimento scolastico o scarse performance. Un ingrediente di successo è costituito dalla capacità di utilizzare network esistenti e legami tra le organizzazioni della comunità sia governative che del privato sociale. Le partnership a livello di comunità possono essere efficaci nel suscitare i cambiamenti sia a livello di sistema che di comportamenti dei singoli individui.

Un atteggiamento negativo in relazione alla cura della propria salute e del corretto utilizzo dei farmaci possono influenzare il consumo sia di sostanze lecite sia di sostanze illecite.

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