Il blocco triplo ad alcolismo

Gli effetti dell'alcol sul corpo

Cura di alcolismo in linea

Il nuovo embargo russo affonda i consumi. Come si spiega questo calo per un prodotto non sanzionato? E c'è la possibilità che finisca nella lista nera? Lo abbiamo chiesto a chi conosce bene questo mercato. Che Mosca avrebbe prorogato le contro-sanzioni era abbastanza scontato, data la conferma delle sanzioni Usa-Ue; proroga avvenuta con largo anticipo sulla scadenza e sostanzialmente il blocco triplo ad alcolismo rispetto alle precedenti, che già sono costate svariati miliardi ai produttori italiani, quasi ce ne fosse bisogno.

Ma niente in confronto al il blocco triplo ad alcolismo allargamento ad altre merceologie, quali fiori, cioccolata e caffè tostato. Crisi innescata dal perdurare del basso prezzo del petrolio, che in una struttura pesantemente indebolita dalle sanzioni, ha portato a un significativo deprezzamento del rublo, che si sta rivelando anche un devastante boomerang, soprattutto per i Paesi europei.

Sono in molti, qui, a pensare che questi mercati siano persi e molti nostri prodotti non si vedranno più sugli scaffali russi. Quasi non bastasse, per alcuni prodotti si innestano il blocco triplo ad alcolismo serie di leggi e normative il blocco triplo ad alcolismo che penalizzano ulteriormente alcuni settori, quale quello del vino, uscito indenne dalle liste di contro-sanzioni. Andiamo con ordine. In sostanza, il vino già scontava i divieti dei superalcolici: divieto di pubblicità in ogni media, divieto di vendita prima delle 10 e dopo le 22, divieto di vendita via internet in fase di ratificaprezzi minimi di vendita per vodka e vino.

A questi si aggiunge un altro pacchetto di normative di emanazione locale, che il blocco triplo ad alcolismo alcune regioni andrà in vigore nelle prossime settimane: anticipazione del divieto di vendita alle ore 17 la domenica, licenze di vendita revocate ai negozi con meno di 50 mq di superficie, divieto di servire vini ed alcoolici a bar e ristoranti con sala di servizio inferiore a 50 mq, divieto di vendita per asporto di alcolici sfusi da caffè, bar e ristoranti.

Secondo alcuni esperti del settore, la crescita dei prezzi e la diminuzione del numero dei vini importati sono ormai una tendenza inevitabile. Dispiace, perché il crescente interesse per la nostra produzione vinicola, ben documentato da Marco Sabellico nel report sulla terza edizione della kermesse Taste of Moscow, è realtà: la cultura del vino qui sta crescendo in modo esponenziale, ma corriamo il rischio che diventi appannaggio di una colta élite.

Ma per capire meglio la situazione, relativamente al vino, e soprattutto, per poter fare delle previsioni, il blocco triplo ad alcolismo a breve termine, abbiamo chiesto a due esperti del mercato: Vittorio Torrembini annoverato da Milano Finanza fra i 50 italiani che più contano in Russiaconsole onorario a Liepetsk e vice presidente di Gim, la storica associazione degli imprenditori italiani in Russia.

Come mai il vino continua ad essere salvato dalla lista nera dei prodotti embargati? Pur non essendo sotto embargo, il vino subisce cali notevoli: ritenete derivi solo dal deprezzamento del rublo e dalla crisi che ha ridotto i consumi, o vi sono altre ragioni? Il segmento alto e quello molto basso continuano a registrare segnali positivi. Molti, pur di non rinunciare a un buon bicchiere di vino, sia a casa sia al ristorante, il blocco triplo ad alcolismo sono spostati su prodotti di fascia più bassa o comunque di prezzo minore.

Da dove è stato maggiormente eliminato il vino: supermercati, enoteche, ristoranti? Torrembini: Non direi eliminato, ma è sicuramente diminuita la scelta nei supermercati e nei ristoranti della fascia media o bassa.

Celeste: Per fortuna il vino italiano continua a essere presente in tutti e tre i canali citati, assistiamo in questa fase il blocco triplo ad alcolismo a una diminuzione degli acquisti. Inoltre la ristorazione italiana resta un punto di forza per i nostri vini, che vedono in questo canale uno sbocco assolutamente privilegiato. I consumatori più attenti ed esigenti, infatti, continuano a preferire i prodotti italiani quando desiderano un vino di qualità.

Con quali vini, e di quali Paesi, è stato sostituito il vino italiano? Torrembini: Come dicevo sopra, in gran parte con vini di Cile, Il blocco triplo ad alcolismo, e in piccola parte Israele e Sudafrica. Oltre, naturalmente, ad alcuni vini prodotti in Russia. In questa partita, un nuovo ruolo è giocato da alcuni vini locali, come quelli crimeani e del territorio di Krasnodar.

Torrembini: Se il cambio del rublo andrà verso una stabilizzazione dovremmo cominciare il recupero. Anche il vino europeo potrebbe finire nella lista nera? Riteniamo che si tratti di una concorrenza sleale. Ma secondo alcuni rumors, oltre al vino, i prossimi prodotti a rischiare sarebbero dolci e pesce in scatola. Abbonati anche tu se sei interessato ai temi legali, istituzionali, economici attorno al vino. È gratis, basta cliccare qui.

Embargo in Russia. Il vino resisterà a crisi e sanzioni? La situazione Che Mosca avrebbe prorogato le contro-sanzioni era abbastanza scontato, data la conferma delle sanzioni Usa-Ue; proroga avvenuta con largo anticipo sulla scadenza e sostanzialmente invariata rispetto alle precedenti, che già sono costate svariati miliardi ai produttori italiani, quasi ce ne fosse bisogno.

Il punto di vista degli esperti Ma per capire meglio la situazione, relativamente al vino, e soprattutto, per poter fare delle previsioni, sebbene a breve termine, abbiamo chiesto a due esperti del mercato: Vittorio Torrembini annoverato da Milano Finanza fra i 50 italiani che più contano in Russiaconsole il blocco triplo ad alcolismo a Liepetsk e vice presidente di Gim, la storica associazione degli imprenditori italiani in Russia.

Quali le prospettive da qui al prossimo anno? Ecco la ricetta. New York vieta produzione e vendita di foie gras. Dal multe salate a ristoranti e alimentari che trasgrediscono. Evitato il no-deal, il vino t Il triplo ri La carne di maiale italiana arriva in Cina. Storico accordo per la Ascheri presenta le nuove strategie del consorzio di tutel Veneto, dalla sovrapproduzione al rischio svalutazione.

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