Prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo

Riconoscere l'ALCOLISMO

Sintomi di delirium tremens ad avvelenamento alcolico

To browse Academia. Skip to main content. You're using an out-of-date version of Internet Explorer. Log In Sign Up. Le politiche della droga in Europa. Prevenzione, gestione e recupero Linda Lombi. Alberto Ardissone. Everardo Minardi. Arianna Scanu. Alessandro Stievano. Ilaria Iseppato. Prevenzione, gestione e recupero.

Tale prospettiva rimane inoltre aperta ed attenta ai processi di rifor- ma dei sistemi sanitari attualmente in atto, soprattutto nelle società industriali avanzate, nel contesto del più generale processo di globalizzazione operante anche in campo sanitario. S ; — Anna Coluccia Un. Ognuna delle attività citate fa capo a reti singole e collettive nazionali ed internazionali, acca- demiche e professionali, sociologiche e di altre discipline che concorrono complessivamente, a vario titolo, alla presente iniziativa editoriale.

La Collana, che prevede, per ogni testo, la va- lutazione di almeno due referee anonimi, esperti o studiosi dello specifico tema, si articola in tre sezioni: Confronti In questa sezione sono pubblicati testi che fanno della comparazione geografico-istituzionale, storica ed epistemologica il senso della propria elaborazione. La continuità e la coerenza di tale approccio è garantita dalla Rivista Salute e Società. Teoria e metodologia In questa sezione compaiono testi prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo o di riflessione metodologica sulle dimensioni so- ciali della medicina di impianto anche interdisciplinare e, comunque, inerenti le scienze uma- ne concepite in senso lato.

Responsabili redazionali: Ilaria Iseppato, ilaria. Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale, possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali www.

Stampa: Tipomonza, via Merano 18, Milano. Indice Introduzione: le droghe, oggi pag. A te, che sei venuta a mancare troppo presto, troppo in fretta, lasciando il mio cuore gonfio di una profonda nostalgia prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo di un infinito prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo di gratitudine.

Anche chi non consuma personalmente sostanze psicoattive ha relazioni con persone che ne hanno fatto esperienza. Le persone hanno sempre usato droghe per alterare i propri stati di coscienza, ardentemente cer- cando sostanze naturali che potessero essere usate come droghe e deliberata- mente, ove possibile, cercando di coltivarle.

In natura, infatti, le droghe non esistono: esistono veleni naturali, alcune dei quali letali e comunque, non 1 Prima di entrare nel vivo della dissertazione, alcune ringraziamenti sono dovuti. In primo luogo, voglio ringraziare il prof.

Costantino Cipolla che con pazienza, dedizione e affetto prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo segue nel mio percorso formativo da oltre dieci anni. Questo libro si avvale del contributo di numerosi nostri confronti in materia di droga che spesso sono stati sviluppati nei luoghi più disparati dalle aule universitarie alle stazioni ferroviarie. Senza il prof. Cipolla, questo libro non avrebbe visto la luce.

Storicamente, infatti, sostanze oggi consumate senza portare lo stigma della droga erano in passato considerate altamente pericolose si pensi al caffè2 o alla cioccolata e sono state sottoposte, per ta- luni periodi, a regime di proibizione.

In tal senso, ma solo in tal senso, tabacco ed eroina possono essere reputati la stessa cosa. Questa definizione recupera la dimensione descrittiva che il termine droga in qualche modo trascura. Prima di addentrarci nel cuore delle politiche sulle droghe, sgombriamo il campo da alcuni mismatching. Il primo è quello che riguarda il rapporto tra sostanze legali e sostanze ille- gali. Il presente volume dovrebbe interessarsi delle droghe legali, come per esempio alcol e tabacco?

Impallidisce e mostra un aspetto stanco… come con altri agenti simili, una dose ripetuta della sostanza [poison] fornisce un sollievo temporaneo, al prezzo, tuttavia, di un futuro tormento [misery] [tratto da Gossop 5 e citato in Bertolazzi a]. Inoltre, la definizione di legale e illegale non si basa sulla valutazione delle pericolosità delle droghe sulla quale il dibattito è più che mai aperto, come avremo modo di vedere 3, ma spesso su processi storicamente e culturalmente situati.

A partire dalla fine del millennio scorso questa divisione si è in- crinata ed è stato rivalutato non solo il potere additivo della nicotina, ma an- che la sua pericolosità in termini di morbilità e mortalità. La distinzione legale e illegale è pertanto un artefatto sociale e la riflessione necessita prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo cambio direzionale: conviene chiedersi quali interventi prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo non in relazione al fatto che una droga sia legale o meno, ma piuttosto domandarsi perché una droga è norma- tivamente disciplinata in un modo piuttosto che in un altro e se possono essere posti dei correttivi nelle politiche sulle droghe al fine di orientare gli interventi nella direzione di una maggiore distribuzione di salute e benessere tra le popo- lazioni.

Il secondo problema riguarda il rapporto tra droga utilizzata per scopi me- dici e non. Dovremmo, per esempio, discutere di psicofarmaci? Alcuni feno- meni che connotano il nostro tempo e la nostra società ci inducono a tenerli in considerazione.

Seppur si tratti di un caso prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo forse unico esiste una ragione precisa per tale sovrapposizione: le droghe più note e consumate sono state scoperte, sintetizzate ed utilizzate inizialmente per scopi medici. Per alcune, la funzionalità terapeutica è venuta meno es. Quel che pare certo, ad ogni modo, è che oggi la distinzione tra droga e farmaco sia più sfumata e di difficile definizione rispetto al passato.

Pensiamo ad un altro fenomeno strettamente correlato: oggi è più difficile circoscrivere semanticamente anche il concetto di cura. Un soggetto che ha una lieve de- pressione a cui viene prescritto uno psicofarmaco, viene considerato un sog- getto in trattamento.

Se il farmaco prescritto è a base di anfetamine, il sogget- to si sta curando o drogando? Ora, è possibile ipotizzare che un consumo moderato e riflessi- vo di sostanze psicoattive possa rappresentare una strategia di miglioramento umano?

Si tratta di un quesito di difficile risposta. Il quadro si complica se incrociamo le dimensioni sopra descritte. Ugualmente, le droghe illegali possono prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo di tipo strumentale-terapeutico sostanze dopanti oppure possono essere le droghe che definiamo normal- mente prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo nel linguaggio quotidiano cannabis, eroina, cocaina, ecc.

Come si evince da quanto sopra discusso, tuttavia, lo schema presenta so- vrapposizioni perché, per esempio, la cannabis è considerata droga ricreativa, ma molti Stati ne stanno rivalutando le funzioni curative.

Ne risulta uno schema mobile e variabile geograficamente e temporalmente. Di fronte al dilagare delle sostanze, il dibattito sulle strategie politiche è quanto mai acceso. Fin qui nulla di strano: gli individui prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo lo stesso compor- tamento anche in relazione al cibo che più risulta loro gradito. Eppure, tale forma di controllo in relazione al consumo di alcol e droghe è figlia della modernità, è una costruzione sociale elaborata sulla base degli ideali postmoderni legati alla produzione capitalistica ne riparleremo.

Nel complesso, il volume sviluppa una riflessione di natura sociologica, ma che necessariamente si avvale di un approccio interdisciplinare, sul tema delle politiche di controllo e regolazione dei consumi di sostanze psicotrope. Dopo aver descritto, in chiave critica, i punti problematici di questo orientamento, si esploreranno proposte di inter- prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo diverse come la riduzione del danno e sarà presentato un modello di intervento orientato ad intervenire sulla domanda attraverso passaggi sequen- ziali e coordinati prevenzione, gestione, recupero.

Nel capitolo 3, si affronterà la prima area di intervento che concerne il controllo della domanda: la prevenzione. Dopo alcune riflessioni volte a chia- rire il framework di riferimento, saranno illustrate le strategie preventive in relazione ai diversi contesti e sarà brevemente descritto lo scenario europeo in relazione a questa prima area. Il capitolo 5 è dedicato, invece, alle forme di recupero nella duplice veste di trattamento e reinserimento sociale.

In questo capitolo verranno prese in rassegna le forme di intervento destinate a coloro che hanno sviluppato un uso problematico di una o più sostanze, al fine di delineare i possibili percorsi di fuoriuscita da una situazione di profondo disagio che coinvolge i soggetti, le loro reti primarie e la società in senso ampio.

Consumo di sostanze psicoattive e controllo sociale: una lettura sociologica Le politiche di intervento volte a controllare il fenomeno del consumo di sostanze psicoattive presentano orientamenti difformi e si avvalgono di strate- gie diversificate che possono essere considerate il prodotto di diverse interpre- tazioni e letture del consumo di alcol e droga.

Tale classificazione — che ha funzione puramente idealtipica e presenta diverse sfaccettature — è costruita tenendo conto di alcu- ne distinzioni che riguardano i seguenti aspetti: 1.

Nei prossimi paragrafi tali modelli saranno discussi nelle loro linee essenziali. Tali soggetti, nella let- tura qui proposta, sono accusati di avere uno scarso senso morale e di essere deboli da un punto di vista della forza di volontà e pertanto le politiche che questo modello suggerisce sono orientate — attraverso modalità assai difformi — alla promozione della convergenza sui valori. Il primo considera il consumatore di sostanze psicoattive alla stregua di un criminale il quale decide volontariamente di utilizzare sostanze psicoattive pur nella consapevolezza che il loro uso è proibito dalla legge.

In altri termini, la fruizione di droghe è concepita come libera scelta individuale adottata da sog- getti con un livello morale deficitario. In altre parole, il modello morale sostiene il ruolo della prevenzione cosiddetta generale, la quale richiama la teoria della deterrenza fondata su interventi volti a scongiurare la messa in atto di reati attraverso la minaccia di una pena [Sette ].

Nel corso degli anni Sessanta del XX secolo la teoria del deterrente si pone in aperta critica rispetto il concetto di mitezza della pena elaborata da Cesare Beccaria: i teorici del deterrente sostengono che maggiore è la severità della pena, minore sarà il numero dei reati commessi [Sette ]. Apripista di questo orientamento teorico è di certo Èmile Durkheim [; ed.

Sebbene un certo tasso di devianza sia considerato un fenomeno non solo normale ma anche funzionale nella società — in quanto rafforza il senso di coesione di gruppo e poiché favorisce il processo di trasformazione sociale — è necessario che la comunità preveda sanzioni di tipo formale ed informale per quegli individui che disattendono le norme sociali, determinan- do una situazione in cui il livello di devianza rappresenta una minaccia per la coesione o meglio, la densità morale di un dato contesto sociale.

Sebbene a Thomas e Znanieky si debba riconoscere la paternità per quanto concerne la lettura del prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo di alcol come pratica deviante interpretata come forma di patologia sociale, si attribuisce soprattutto alla Scuola di Chi- cago una trattazione più ampia del consumo di alcolici come social problem. Tali problematiche sono interpretate come forma di disorganizzazione, ovvero di demoralizzazione legata ad un indebo- limento del sistema morale e normativo prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo seguito dei rapidi processi di tra- sformazione sociale.

Emblema di quanto appena asserito si rintraccia, a pare- re degli Autori, nel consumo smisurato di alcolici, piaga della città foriera di prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo criminali. Tuttavia, la strada punitiva va percorsa quando, per esempio, la condotta de- viante sfocia in comportamenti aggressivi ovvero in forme di autoemargina- zione ed esclusione. In taluni casi, infatti, la punizione del criminale, attraver- so il riconoscimento di un ruolo istituzionalizzato, esprime una sorta di ritua- lizzazione delle motivazioni favorevoli ai valori socialmente condivisi e viola- ti dal reo che ha la funzione di rafforzare il senso di appartenenza e la solida- rietà collettiva.

Lo sforzo euristico di Merton è volto ad analizzare le ra- gioni che spingono alcuni soggetti ad adottare comportamenti devianti anzi- ché conformi. A parere del Nostro, la spiegazione va ricercata nel possibile gap tra mete culturali e mezzi legittimi per raggiungere gli obiettivi prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo mente approvati. In altri termini, il drogato è un soggetto deviante che si è arreso ritirandosi nella dimensione privata e restando pertanto ai margini della società.

Sociologicamente, esse sono dei veri e propri estranei. Il modello morale ha ricevuto e continua a ricevere aspre critiche che qui presentiamo in sintesi.

Considerazioni analoghe sono sviluppate anche da Young []. La seconda critica concerne il rapporto tra valutazione morale e controllo sociale: il paradigma morale, abbiamo detto, legittima diverse forme di con- trollo al fine di contrastare lo sviluppo di condotte figlie della disorganizza- zione sociale e sintomo di un degrado dei valori.

Tuttavia, come ampiamente ha argomentato Lemert [] introducendo la nota distinzione tra devianza primaria e devianza secondaria, non è affatto detto che sia la devianza a dar forma al controllo sociale quanto piuttosto il contrario. Al fine di comprendere quanto appena asserito, si rendono necessari alcuni chiarimenti.

La debolezza della teoria del deterrente risiede nel cosiddetto fattore di system capacity, espressione che sta ad indicare il fenomeno per cui se un cer- to prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo aumenta in una data società ed prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo un dato momento storico, il sistema giuridico e prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo controllo sociale non è più in grado di arginarlo e controllarlo raggiungendo uno stato di saturazione [Pontell et al.

Per dirla in maniera estremamente sintetica, chi con- suma droghe è un soggetto malato, una vittima e pertanto non è responsabile. Il modello biomedico applicato alle condotte tossicomaniche non è un fe- nomeno recente, sebbene esso si sia affermato soprattutto negli ultimi 60 an- ni6.

Il primo tentativo di definire cosa sia la dipendenza da sostanze psicotrope risale agli anni Cinquanta del secolo scorso: nel la World Health Organi- sation WHO ha definito la prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo drug addiction come uno stato di intossicazione periodica prodotta dalle ripetute assunzioni di una so- stanza naturale o sintetica caratterizzato da almeno tre delle seguenti caratteri- stiche: 1.

Il DSM-IV definisce la tossicodipendenza come malattia cronica recidi- vante diagnosticabile in presenza di almeno tre delle seguenti condizioni ri- scontrabili negli ultimi 12 mesi: 1. Cipolla []. Mentre il primo concetto riduce prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo dimensione della re- sponsabilità individuale in quanto descrittivo, il secondo chiama in causa una responsabilità individuale e tende ad essere valutativo.

Per utilizzare una termino- logia foucaultiana, potremmo dire che la biomedicina, attraverso lo sguardo 11 Per sick role Parsons prevenzione di criminological di alcolismo e alcolismo intende il ruolo sociale del malato che si estrinseca nel com- plesso di doveri es.

La biomedicina, attraverso lo sguardo clinico, ha ridotto i fenomeni patologici a fenomeni fondati unica- mente su dimensioni chimiche.

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