Il consiglio di marito di bere del prete

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Che essere il delirium tremens curato

Dovette comperare per Dopo il matrimonio, rimasero a vivere tutti nella stessa casa, Giuseppe, il consiglio di marito di bere del prete sua domestica Antonietta, Domenico e sua moglie Maria Natalina. Don Simone, lo zio prete, abitava a circa quaranta metri di distanza dalla casa di suo fratello Giuseppe, ma giornalmente sua nipote Maria Natalina si recava a casa sua per fare i lavori domestici. La stessa cosa, che cioè sua moglie non doveva andare più a casa dello zio, la disse più volte anche alla domestica del fratello di Don Simone, Antonietta Ciprietti, e ad una vicina, tale Domenica Di Paolo, fu Gioacchino, di anni Quella stessa sera, verso le 22,30, si trovarono, come tante altre volte, seduti intorno al focolare della casa del fratello del prete, che si era già coricato, Don Simone, sua nipote Maria Natalina, il marito di lei, Domenico Cornacchia e la domestica Antonietta Ciprietti.

Le due donne provarono inutilmente a sottrarre il malcapitato alla furia di Domenico, aiutandolo ad uscire dalla cucina. Ma il fratello del prete, per la tarda età aveva 68 anni e per lo stato di ebbrezza in cui si trovava, non si svegliava, sebbene scosso con forza più volte.

Il primo aveva nuovamente gettato a terra tanto il prete che sua moglie e li percuoteva entrambi, sferrando dei terribili colpi sulle loro teste con una grossa pietra, il consiglio di marito di bere del prete delle due che venivano utilizzate come alari nel camino. I carabinieri fecero il verbale e sequestrarono tre pietre di cui Cornacchia si era servito per compiere il duplice omicidio.

Un portamonete fu trovato in seno al cadavere della donna con delle banconote e delle monete e un portafogli in tasca al prete. Il consiglio di marito di bere del prete primo conteneva complessivamente ,70 lire, il secondo lire. Luigi Paris. La Giuria era presieduta da Ugo Coppa. Delitti avvenuti a Villa Gesso il 23 maggio La difesa pose una questione preliminare, chiedendo di eliminare dal processo un rapporto dei carabinieri, in quanto redatto dopo la fissazione della data del dibattimento.

Ma la richiesta fu respinta. Serafino Brigiotti prese posto anche lui sul banco della difesa. Angelo Camerini. Francesco Moruzzi. Deposero poi le parti lese Berardo Ciutti, Domenica Campana, e altri famigliari delle vittime: le quattro sorelle e il fratello di Maria Natalina, la 40enne Irene, maritata Di Francesco, la 33enne Luisa, residente alla Nocella di Campli, la 30enne Rosina, maritata Ciccocelli, residente alla Nocella di Campli, la 30enne Bettina, gemella di Rosina presso la quale abitava non essendo ancora coniugata?

Vennero poi letti gli atti generici. Nel pomeriggio confermarono la circostanza il marito di Malfina, il 29enne Giustino Candelori, e il fratello di suo marito, il 35enne Antonio. In questi termini si pronunciarono, tra gli altri, il 29enne Sante Di Marcangelo, che insieme a Giustino Candelori era andato dopo il fatto ad avvertire i carabinieri, il 39enne Fortunato Bilanzola, contadino, il 63enne Giacomo Diodati, 63, la 43enne Rosa Di Marcangelo, casalinga, la 62enne Cecilia Silverio, contadina, e il 64enne Giovanni Orfei, contadino.

Dopo di che, il P. Vincenzo Colangeli svolse la sua requisitoria, conformandosi alle conclusioni della sentenza della sezione di accusa il consiglio di marito di bere del prete quindi sostenendo la volontarietà del duplice omicidio, senza il riconoscimento della provocazione grave, e solo in subordine il vizio di mente per ubriachezza.

Secondo il P. Brigiotti era solo il sostituto, il consiglio di marito di bere del prete replicato. Brigiotti non venne escluso. Nel pomeriggio svolse la sua requisitoria il P. Serafino Brigiotti. La sentenza della Corte accolse la richiesta del P. A Domenico Cornacchia vennero in seguito condonati un anno il 16 novembre e un altro anno il 23 luglio Aveva compiuto da pochi giorni 46 anni e poteva ancora rifarsi una vita, ma soprattutto doveva dedicarsi alla figlioletta, che, orfana di madre e con il padre in carcere, era stata allevata da alcuni parenti.

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